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IL MAESTRO PAOLO GHERARDI CON I SUOI ALLIEVI AI MONDIALI DI MAIAMI-FLORIDA -USA-

GUARDIE DEL CORPO

Giudici e uomini politici, capitani d'industria e manager della finanza, rockstar e non solo Very Important Person, anche piccoli imprenditori che temono aggressioni e sequestri, tutti chiedono protezione.
Ma cosa è la protezione? E' elevare le difficoltà a raggiungere il protetto fino a renderle inaccettabili anche all'aggressore più determinato. Per fare ciò ci vogliono uomini di grande preparazione, quasi scientifica, dotati di notevole intuito e flessibilità, capaci di pianificare nel dettaglio la prevenzione ,ma anche di intervenire con grande sangue freddo nelle situazioni d'emergenza: le guardie del corpo. Madonna, Silvio Berlusconi, Maurizio Costanzo, chi ne ha due, chi quattro, oppure otto... Non è comunque la quantità ma la qualità che conta: Salman Rushdie, condannato a morte dall'Aiatollah Khomeini con orde di fanatici islamici sulle sue tracce, non ha cessato la sua attività di scrittore, continua a viaggiare, si presenta in pubblico, il tutto grazie a due soli uomini-ombra del mitico "Special Branch" di Scotland Yard che calcolano praticamente ogni suo respiro.
Negli States, che sono la patria degli "angeli custodi", ci sono agenzie di protezione come quella di Gavin de Becker (tra i suoi clienti Robert Redford, Cher, Tina Turner, John Travolta) che possiedono degli archivi elettronici simili a quelli dell'FBI dove sono archiviate tutte le minacce e gli identikit degli ammiratori ossessivi (leggi: sindrome di John Lennon, che fu assassinato da un fan sotto casa).
Parlare di "gorilla" è davvero fuoriluogo vista la complessa evoluzione che la professione ha subito; oggi si parla di operatore di sicurezza, specialista della protezione personale, consulente della sicurezza; addirittura in America preferiscono al servizio di bodyguard quello di "executive protection" o "celebrity security business". In Italia i numeri sono piuttosto importanti: 1500 guardie del corpo private, 3700 poliziotti in servizio di scorta e circa 750 persone scortate. Nonostante ciò nessuna legge regolamenta la professione, non esiste un albo, un codice deontologico e nessun controllo. La guardia del corpo lavora con l'escamotage per cui ufficialmente non protegge la persona ma i suoi beni. E, la formazione professionale? E' facile pensare al grande richiamo che possono avere le scuole per guardie del corpo, sorte su tutto il territorio nazionale dopo il successo cinematografico di film come "Bodyguard" con Kevin Costner o "Nel centro del mirino" con Clint Eastwood; ma, attenzione, anche in questo caso analizzare e valutare attentamente ogni dettaglio Ë d'obbligo, perchè ci si potrebbe trovare in mano a degli improvvisati istruttori di tutto e di niente.

Un mestiere difficile
In Italia, come già detto, manca una legislazione che regoli l'attività e limiti l'impiego delle guardie del corpo. Questo ha gravi conseguenze sul mercato per i seri professionisti e gli utenti, che scarsamente informati assumono chiunque purchè munito di porto d'armi e con l'aspetto da duro benchè siano pochi gli operatori preparati meticolosamente, aggiornati costantemente. Eppure non è difficile pensare che si tratta di un lavoro delicato e rischioso, che non lascia certo spazio all'improvvisazione.La guardia del corpo ha responsabilità e compiti ben precisi: scoprire un'eventuale pianificazione dell'attaccante (solo il folle non pianifica ma agisce secondo meccaniche sconosciute raggiungendo a volte l'obbiettivo proprio perchè non teme per la propria vita), cioè la cosiddetta controsorveglianza fisica, dunque prevenire un attacco attraverso una raccolta meticolosa di ogni particolare sommata ad un "sesto senso", indispensabile nell'imprevedibilità delle situazioni; nel caso tutte le difese siano state superate, allora si entra nella fase d'emergenza dove l'intervento deve impegnare l'attaccante con ogni mezzo a disposizione mantenendo il cliente protetto; se è stata momentaneamente arrestata l'azione d'attacco, si deve procedere con l'evacuazione del cliente in zona sicura; se ferito, vanno poi amministrate anche le prime cure urgenti.Questa preparazione mastodontica è composta da tecniche operative ben definite, dunque classificabili come capacità professionali, ma, come in molti casi, ciò che conta innanzitutto, la materia prima su cui lavorare, sono gli attributi o le qualità personali.

Arma N.1: il cervello
Bando ai pistoleri e ai picchiatori! Se in servizio si interviene con la forza è fallito il compito primario della guardia del corpo: la prevenzione.La prima arma della guardia del corpo è il suo cervello. L'attività di prevenzione, la creazione di un piano di sicurezza (uso del cervello), è sempre prioritaria sull'attività di reazione (uso della forza e delle armi).
Un operatore della sicurezza deve essere intellettualmente attivo, stabile emotivamente, cioè non deve farsi prendere la mano dagli avvenimenti, ma soprattutto deve sviluppare una "mentalità difensiva" da mettere al servizio del cliente.
Chi ha visto lo stupendo film di Akira Kurosawa "I sette samurai" ricorderà come venivano selezionati i guerrieri da assoldare in difesa del villaggio; ogni samurai veniva invitato ad entrare in un'abitazione dove dietro la porta c'era nascosto un uomo armato di bastone: il primo ha attraversato lo stipite ricevendo la bastonata, il secondo ha parato l'attacco, il terzo ancora nel cortile ha sorriso di fronte all'ingenuo test. Questa è l'esemplificazione di ciò che i giapponesi chiamano "haragei" cioè la percezione, ma è solo la punta dell'iceberg di quell'atteggiamento mentale atto a vincere in anticipo l'avversario e che interessa la guardia del corpo oggi come il guerriero nipponico ieri. La mentalità difensiva non è paranoia ma semplicemente maggior coscienza di sè e della realtà circostante; il vero pericolo per l'operatore della sicurezza è quando si assopisce il livello di "sensibilità", come se si spegnessero i sensori, e non si ricevono più le informazioni e i segnali indispensabili ad ottenere un quadro istante dopo istante.
Eccessiva aggressività, nevrosi, fobie, tutti i conflitti personali possono impedire il corretto svolgimento del servizio; la guardia del corpo dovrebbe avere gentilezza d'animo, attitudine nel servire il prossimo, per poter fare da filtro tra il mondo esterno e il protetto.
In questo mestiere l'attitudine e la determinazione all'azione sono importanti quanto la lealtà e la dedizione alla professione. Gli operatori devono essere riservatissimi e sapersi comportare ad ogni occasione; buona educazione e conoscenza dell'etichetta, nei modi, nel vestire, unite ad una corretta espressione linguistica completano l'identikit del professionista della sicurezza.

Specialisti in tutto
La guardia del corpo, come già detto, non è il professionista del confronto gratuito, uno "street-fighter" o un pistolero "dinamico". L'emergenza è solo uno degli aspetti, forse il più eclatante, ma non il più complesso: così come il bagaglio umano, come visto, anche quello professionale è davvero eterogeneo e consistente. Le tecniche di scorta sono gli insegnamenti basilari, le cosiddette Ubodyguard skills": possono essere semplici e complesse, con tutte le varie applicazioni (scorta a piedi, in vettura, al ristorante, ecc.); a basso profilo, cioè che cercano di restare nell'ombra, o ad alto profilo, che vogliono stupire, incutere timore, cioè ad alto potere deterrente. Raccogliere informazioni è alla base di qualsiasi attività di prevenzione: I'obiettivo primario da non dimenticare.
Essere capaci di gestire in qualunque contesto, qualsiasi conflitto: verbale, comportamentale, fisico, armato e non. Questo vuol dire ottenere l'ordine nel caos", per fare ciò è necessario mantenere il baricentro psico-fisico a prescindere dagli stimoli, dagli attacchi esterni, dall'evoluzione degli eventi, per poter controllare la realtà circostante con tutte le tecniche conosciute.
Le guardie del corpo devono saper applicare le tecniche di pianificazione e conoscere al tempo stesso le strategie d'attacco delle organizzazioni terroristiche e criminali: il lavoro svolto a tavolino è molto più di quanto spesso si pensa. Il corpo a corpo ha un ruolo importante, e proprio in questo senso gli addetti stanno svolgendo uno studio approfondito. Va premesso che le tecniche adatte alle esigenze delle guardie del corpo non devono essere di autodifesa ma in difesa di terzi. Accanto alla preparazione corpo a corpo c'è il tiro da guardia del corpo, che dovrebbe essere praticato in poligoni idonei al tiro istintivo da combattimento, su diversi bersagli, e con estrazione rapida in luogo ristretto. Ideale è acquisire la capacità di eseguire la copertura e lo scudo sul VIP sotto azione d'attacco, sempre con l'idea di consentire allo stesso un rapido e sicuro sgombero.
Durante l'emergenza risulta di vitale importanza conoscere le norme di primo soccorso, non solo in teoria... viene consigliata la frequenza di un corso specializzato al Pronto intervento. Anche per la guida sicura, difensiva e offensiva il professionista non può esimersi dall'approfondire la materia. Comunque tutte le capacità professionali della guardia corpo devono essere orientate a diminuire il livello di violenza e non innalzarlo.

NALDIZIVERI
AnnaTETTA

DIRETTORI TECNICI- DA SX-
NALDI-CASADEI-ZIVERI-GHERARDI

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